martedì 15 maggio 2012

Missione Fiume

La scorsa settimana sono stato a Fiume per un convegno universitario dopo tanti anni passati sfiorandola senza fermarmici. La mia idea del luogo era rimasta ai ricordi lontani di una città eccessivamente cementificata secondo il classico taglio estetico dell’industrializzazione socialista; ho trovato invece una cittadina con una forte volontà di rinnovamento, molte opere di ristrutturazione e recupero e un centro pedonale davvero grazioso, pieno di caffè e negozi brulicanti di persone, anche la zona universitaria mi ha colpito con tutti i locali dedicati agli studenti. Quanto all’aspetto accademico, il livello generale non era quello dei convegni “occidentali” (ma se è per questo, nemmeno molte conferenze italiane), ma era evidente la volontà di alzare il livello e aumentare la presenza di relatori dall’Europa occidentale per incrementare la visibilità nell’ambito accademico internazionale. Un problema alla batteria della macchina ha permesso a me e alle mie colleghe con cui ero in “missione” di stabilire nuovi contatti e, soprattutto, di sperimentare il grande altruismo e la cordialità disinteressata di cui vado così fiero nella mia anima croata. 

Questa occasione è stata particolarmente speciale perché era la prima volta che sono stato in Croazia in veste accademica, è come se si fosse gettato un ponte tra la la mia identità intellettuale anglo-italiana e la mia emotività adriatica; è stato toccante quando una delle mie colleghe mi ha detto che conoscendo quei posti e interagendo con le persone locali ha avuto l’impressione di ricomporre i pezzi del puzzle della mia personalità. E penso che, avvicinandomi ai trent’anni, è proprio da questo punto che devo cominciare a lavorare per diventare finalmente adulto: il mio contesto, o meglio, i miei contesti.

1 commento:

Silvia ha detto...

lasciato le luci accese (per la troppa emozione)?
(collegHe)
;)
Silvia