lunedì 23 gennaio 2012

La Croazia ha detto «da»

Con il referendum di ieri circa il 67% dei croati si è espresso favorevole all'adesione della Croazia all'Unione europea. Considerando il periodo di crisi che sta attraversando il continente e le sue istituzioni, direi che il risultato è più che soddisfacente, segna inoltre il superamento della retorica nazionalista dominante sino agli scandali che hanno portato al crollo dello scorso governo dell'HDZ. È ormai ufficiale che il primo luglio 2013 la Croazia diventerà il secondo paese dell'ex Iugoslavia, dopo la Slovenia nel 2004, a entrare nell'UE. Emblematico il titolo in prima pagina sul quotidiano Večernji List: «La giornata decisiva: l'Europa o i Balcani», come in una sorta di polarità tra sviluppo/pace/civiltà da una parte e isolazionisimo/guerra/inciviltà dall'altra. 

Va anche aggiunto che il fronte del no si è mosso nel modo più goffo e inefficiente. Seppur ci possano essere argomenti razionali e convincenti per votare contro, sono stati lanciati i messaggi più insulsi, spesso ridicoli se non addirittura inventati, come il presunto divieto europeo di vendere formaggi e funghi nei mercati o di esporre la bandiera croata (mai togliere ai croati le loro bandiere!). 

Forse per chi è nato e cresciuto in un paese membro dell'UE – abituato ai weekend a Londra con i voli low cost, agli Erasmus e allo shopping oltrefrontiera – è difficile comprendere cosa significhi oggi non farne parte. Giusto per fare un esempio, basta chiedere a un cittadino albanese, che può aspettare anche mesi prima di avere un visto turistico per la Gran Bretagna. 

Per quanto mi riguarda, non vedo l'ora di andare da casa mia, in Italia, a casa mia, in Croazia, senza fermarmi alla frontiera.

7 commenti:

Silvia ha detto...

Negli anni '80, quando andavo in vacanza, esisteva una sola frontiera. Negli anni '90 in 32 km erano diventate due, quindi di nuovo una sola, spostata qualche km più avanti. Mi sono commossa quando ho visto demolire i gabbiotti a Pesec (mi sono fermata apposta a fare delle foto).
Quest'estate forse andrò in vacanza con una frontiera ancora esistente e ritornerò senza...
(Mi sento vecchia...)
Silvia

Biljana ha detto...

ma anche La Croazia ha detto "ZA"! ;-)

https://twitter.com/#!/igorcelikovic/status/161065606962098176/photo/1/large

Jadran ha detto...

@Silvia E finalmente quelle frontiere saranno solo un brutto ricordo!

@Biljana, sì in effetti abbiamo detto «za», ma mettendolo nel titolo avremmo capito solo tu e io. ;)

avi ha detto...

Scusa la pignoleria, non il 67% dei Croati ha detto "da", ma il 67% dei votanti, che erano molto al di sotto del 50% (se non sbaglio era il 43%), e in ogni caso gli aventi diritto al voto non sono mai il 100% della popolazione. Fai tu un po' i conti per capire in termini quantitativi a quante persone corrisponda il 67% del 43% della percentuale x di aventi diritto al voto sul totale della popolazione.
Se vidimo.

Jadran ha detto...

Scusa Avi, ho dato per scontato, come è consuetudine sulla stampa, che la percentuale si riferisse ai votanti e non a tutta la popolazione.
Capisco che da una prospettiva italiana la percentuale dei votanti sembra terribilmente bassa, ma va detto che oltre ai 4 milioni di cittadini residenti in Croazia esiste un numero significativo (rispetto all'esigua popolazione croata) di cittadini residenti all'estero, basti pensare a tutti i bosniaci non doppio passaporto; tutte queste persone difficilmente votano, perciò la percentuale rimane sempre molto bassa: alle recenti politiche, infatti, i dati sulla partecipazione non erano molto diversi. Poi è anche vero che in generale c'è una maggiore disaffezione alla politica rispetto a un tempo soprattutto a causa della crisi dei partiti di destra.

avi ha detto...

In zdaj rekla je Evropa tudi za Srbijo !!!

Silvia ha detto...

o.t.
http://diblas-udine.blogautore.repubblica.it/2012/04/16/a-pahor-lomaggio-delle-terre-sul-confine/
ciao