Ieri era il compleanno di mia sorella, per festeggiarla io e i miei
genitori abbiamo deciso di farle una sorpresa e raggiungere lei,
cognato e nipote in un'amena località di villeggiatura nelle
Alpi slovene. Io non sono un grande amante della montagna, sono
decisamente un tipo da mare soprattutto in estate, ma va riconosciuto
che quel posto era incantevole. Alla fine del pranzo a base di golež
(il corrispettivo sloveno di gulaš) di cervo, durante il
rituale dell’apertura dei regali, credo di aver assistito a una
sorta di scatto evolutivo di mio nipote, che ha ormai superato i due
anni. Il mio regalo consisteva di un pacchetto vero e proprio più un
piccolo souvenir comprato nella mia recente trasferta a Nizza,
una saponetta di sapone artigianale di Marsiglia all’olio di oliva
(un vero toccasana per la cute del corpo, consigliatissima). Quando
mia sorella ha estratto la saponetta dalla sua bustina per annusarne
il profumo, mio nipote ha voluto prenderla in mano, perché non aveva
capito esattamente cosa fosse: una volta afferrata, sentito
l’invitante aroma di olio, l’istinto di sperimentare gli ha fatto
tirare fuori la lingua per dare una leccata a quel curioso oggetto,
per verificare se fosse commestibile. Ma la sua prova empirica è
stata prontamente interrotta da mia madre, che gli ha stretto il
braccino e ha detto perentoria «No, non si mangia il sapone». Sarà
stato forse un mio riflesso psicologico, ma in quel momento mi è
parso di vedere negli occhi di mio nipote una nuova consapevolezza:
ci sono cose che non vanno fatte semplicemente perché “non si
devono fare”. Naturalmente io non sono contento che mio nipote si
mangi il sapone, ma dato che è un bambino sano mi fido dei suoi
sensori biologici, quindi immagino che una volta appoggiata la lingua
le sue papille gustative avrebbero comunicato al cervello che quella
sostanza non è commestibile. Ora, invece, non metterà mai più una
saponetta (o perlomeno quella saponetta) in bocca per il semplice
fatto che l’autorità, impersonata in quella situazione dalla
nonna, gli ha detto di non farlo. Da ieri mio nipote sa che cos’è
un dogma.
3 commenti:
Non sai che invidia provo. Cmq quel giorno ero anch'io in Slovenia, la scoperta che mi ha folgorato quest'estate !
Na svidenje v Sloveniji !
(Ali postanuje tvoja sestra v Sloveniji ? Nisem razumel) Ciao
Scusa ti rispondo solo ora!
No, mia sorella non vive in Slovenia, ne è solo una grandissima fan, così quando può va a festeggiare lì con la famiglia. :)
Io da bambina l'ho mangiato il sapone: mia madre, esasperata dai miei capricci per assaggiare quel cosino profumato di buono, me l'ha fatto assaggiare. Ho pianto un sacco! Da un lato capisco il tuo punto di vista, dall'altro... C'è la via di mezzo del capire perché qualcosa non si fa senza che sia solo un'imposizione... no?
Zdravo :)
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